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Versione solo testo - Camera di Commercio di Novara, 21 settembre 2018 data
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Novara, 21 settembre 2018
Ultimo aggiornamento: 27.04.2018



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27.04.2018

Bollettini ingannevoli, sanzione da 500mila euro per A-286 Suarl


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accertato una pratica commerciale scorretta del Codice del Consumo nei confronti della società A-286 Suarl.

In particolare la pratica veniva attuata tramite la diffusione di una comunicazione, inviata per posta ad imprese con sede in Italia che avevano effettuato in precedenza una domanda di registrazione presso l’Ufficio Italiano dei marchi e brevetti.

La comunicazione, infatti, è concepita come un modulo prestampato finalizzato a richiedere il pagamento relativo all’iscrizione ad un registro definito “Registro dei marchi italiani”. In tale modulo ricorrono, in particolare, espressioni quali “Registro dei Marchi Italiani”, “classificazione di Nizza”, nonché l’espressione ”REGISTRAZIONE DEL SUDDETTO MARCHIO D’IMPRESA NEL REGISTRO DEI MARCHI ITALIANI PER IL PERIODO DI 10 ANNI”, facendo inoltre espresso riferimento alla tutela legale presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e al fatto che l’impresa destinataria della comunicazione abbia precedentemente presentato la domanda di tutela legale di un proprio marchio a livello nazionale.

L’invio di tale modulo e il pagamento richiesto, in realtà, nulla hanno a che fare con la domanda di registrazione presso l’Ufficio Italiano dei marchi e brevetti in precedenza effettuata dalle imprese contattate essendo, invece, diretti ad ottenere l’inconsapevole pagamento di una somma di denaro per un servizio non richiesto, consistente nell’inserimento in una banca dati pubblicitaria su Internet.

In ragione della notevole insidiosità del messaggio diffuso dalla società A-286 Suarl, che risponde ad una precisa strategia di comunicazione diretta a ingenerare una deliberata confusione nelle imprese destinatarie, inducendole ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti assunto, l’Autorità ha irrogato alla società una sanzione amministrativa pari a 500.000 euro.

Si invitano le imprese a prestare massima attenzione a richieste di pagamento inviate mediante bollettini e moduli precompilati, che spesso nascono raggiri commerciali. In caso di dubbio, contattare sempre il soggetto che sembra aver inviato la comunicazione e consultare il vademecum "Io non ci casco", realizzato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.